domenica 20 settembre 2009

NEW MEXICO U.S.A.



Para mi solo recorrer los caminos que tienen corazón, cualquier camino que tenga corazón. Por ahí yo recorro, y la única prueba que vale es atraversar todo su largo. Y  por ahí yo ricorro mirando, mirando, sin aliento”
Don Juan Matus
[A Scuola dallo Stregone – Carlos Castaneda]

Per me esiste solo il cammino lungo sentieri che hanno un cuore, lungo qualsiasi sentiero che abbia un cuore. Lungo questo io cammino, e la sola prova che vale è attraversarlo in tutta la sua lunghezza. E qui io cammino guardando, guardando, senza fiato






domenica 19 ottobre 2008

VENEZIA

E' come se tutto si fosse
fermato da sempre:
la laguna che ti culla
in un torpore di secoli,
ti vizia, t'illude.
Così come sempre
tu vivi di ricordi.
Rifiuti di patteggiare col tempo,
silente.
Intaccata ma fastosa ti sgretoli
poco alla volta.
Dal verde opaco ristagno
emergi
avvolta in una patina preziosa
viva
in una vita passata.
Indisturbata consumi
il tuo sonno
nell'attesa
e sogni lo scintillio delle armi.

[Francesco Ferri]








venerdì 15 agosto 2008

MARCHE



Vaghe stelle dell'Orsa, io non credea
Tornare ancor per uso a contemplarvi
Sul paterno giardino scintillanti,
E ragionar con voi dalle finestre
Di questo albergo ove abitai fanciullo,
E delle gioie mie vidi la fine.
Quante immagini un tempo, e quante fole
Creommi nel pensier l'aspetto vostro
E delle luci a voi compagne! allora
Che, tacito, seduto in verde zolla,
Delle sere io solea passar gran parte
Mirando il cielo, ed ascoltando il canto
Della rana rimota alla campagna!
E la lucciola errava appo le siepi
E in su l'aiuole, susurrando al vento
I viali odorati, ed i cipressi
Là nella selva; e sotto al patrio tetto
Sonavan voci alterne, e le tranquille
Opre de' servi. E che pensieri immensi,
Che dolci sogni mi spirò la vista
Di quel lontano mar, quei monti azzurri,
Che di qua scopro, e che varcare un giorno
Io mi pensava, arcani mondi, arcana
Felicità fingendo al viver mio!
Ignaro del mio fato, e quante volte
Questa mia vita dolorosa e nuda
Volentier con la morte avrei cangiato.







mercoledì 30 luglio 2008

ISTRIA


Tramonto sul Quarnaro
In ste zurnade,
cu da nuo la
Murlaca
la
sbarnacìa i nenbi livèidi
ultra 'l Monto Maiur,
a ma suven li paruole
del
pruoto Andrìa Buoba,
cu i fiendi el Punente;

a xi quil marèitimo antèico,
ch'el ma uò insignà a pascà
e lassando sempro pel duman,
c'a la vèista dei lanpi a
virga,
intul Livante
nigaro, el racumandiva:
Bambini a Silba
Fioi miei,
calìde priesto anch'el
fiero grando,
quil de la nostra Oultima Sparansa,
e dighe 'un mondo da
caluoma,
parchide mulando in pòupa
a saravo la nostra fèin;
qua a xi li ride nostre, da
guton,
ca ga vol senpro tendi,
inòutile a saravo, puoi,
a sigà cume li uoche, vèia da lure!
Fruntà a ga vol sta Murlaca uorba,
sensa sbravòure, el mar el nu supuorta paroni;
ma prasantàndughe la prua al vento
e a burdo i tignemo i fantulèini nostri,
cume i vieci
Ciusuoti,
c'a pragando
rent'el fugon
i fago luri qualcuossa. -

Vanzèilio... la xi senpro
st'antèica racumandasion.


[Ligio Zanini - Cun la prua al vento]

In queste giornate, in cui di nuovo il vento proveniente dalla Morlacchia sbrindella i nembi lividi
oltre il Monte Maggiore,mi vengono in mente le parole dell'esperto Andrea Boba, quando veleggevamo verso il Ponente; 
è quell'antico marinaio, che mi ha insegnato a pescare lasciando sempre qualcosa per l'indomani, e che alla vista dei lampi come fruste,nel Levante nero, raccomandava: - Figli miei, calate subito l'ancora grande, quella della nostra Ultima Speranza, e svolgete quasi tutta la catena, perché se cedesse in poppa sarebbe la nostra fine; qua sono le nostre reti, di cotone, che bisogna sempre curare, sarebbe inutile, poi, schiamazzare come le oche, via da loro! Affrontare bisogna la Morlacca cieca, senza inutili smargiassate, il mare non sopporta padroni; ma presentando la prua al vento e a bordo teniamo i nostri bambini, come i vecchi Chioggiotti, che pregando accanto il focolare di bordo facciano loro qualcosa. - Vangelo... è sempre questa antica raccomandazione.


Porte a Lussin Piccolo

La Vela di Ivan a Lussin Piccolo

Bambini a Silba


lunedì 22 agosto 2005

OLANDA



Bimba mia, mia sorella
pensa alla dolcezza
d'andare a vivere insieme laggiù !
Amare a bell'agio,
amare e morire
nel paese che ti somiglia
I soli umidi
di quei cieli torbidi
hanno per il mio spirito gli incanti
sì misteriosi
dei tuoi occhi infidi
che brillano attraverso le lacrime
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.
Mobili rilucenti,
levigati dagli anni,

ornerebbero la nostra stanza;
i più rari fiori,
che uniscono i loro odori
ai vaghi profumi dell'ambra,
i ricchi soffitti,
gli specchi profondi,
lo splendore orientale,
tutto parlerebbe,
segretamente all'anima
la sua dolce lingua nativa
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.
 
Guarda su quei canali
dormir quei bastimenti
dall'estro vagabondo:
solo per saziare
ogni tuo desiderio
vengono dai confini del mondo.
I soli occidui vestono i campi,
i canali, l'intera città,
di giacinto e d'oro;
s'addormenta il mondo
in una calma luminosità.
Tutto, laggiù, è ordine e beltà
lusso, calma e voluttà.

[Fiori del Male - Charles Baudelaire]